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I colori della luce. I colori dell'ombra PDF Stampa Email
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Sabato 26 Ottobre 2013 00:00

volantino

i colori DELLA LUCE

i colori DELL'OMBRA

22 novembre _ 8 dicembre 2013

Circolo Culturale e Ricreativo Nuovi Orizzonti

Via Brescia 3, località Rizzi (Riçs) - Udine

inaugurazione della mostra venerdì 22/11/2013 ore 18.30

orario di apertura della mostra:

venerdì 16.30 - 18.00

sabato e domenica 10.30 - 12.30 e 16.30 - 18.00

eventuale apertura in altri orari su richiesta

 

Nell’ambito dell’evento "Tempo di Fisica - Onde per cui... diamole Spazio" il Circolo Culturale e Ricreativo Nuovi Orizzonti, con il sostegno del Comune di Udine - Assessorato al Decentramento, presenta la mostra "I COLORI DELLA LUCE. I COLORI DELL'OMBRA", Fotografia - Walter Menegaldo (Udine), Pittura - Galleria ARTEMISIA (Mortegliano - UD).

 

Casa Valle

“Non ho dipinto l’arcobaleno:
ho colorato l’ombra.”

Carlo Ciussi

 

 

 

 

ISTRUZIONI PER L’USO

Il pittore Carlo Ciussi mi disse che nella casa dell’architetto Gino Valle in piazza 1° maggio ad Udine non aveva dipinto un arcobaleno, ma aveva semplicemente colorato l’ombra cupa che l’arco dell’edificio proiettava sulla parete del portico, quando ancora c’erano le lampadine ad incandescenza al centro dell’incrocio.   

Generalmente siamo abituati a considerare le ombre come semplice oscurità, priva di colore. Gli artisti, i pittori ed i fotografi che con le ombre lavorano, sanno bene invece che sono colorate perché riflettono il colore della materia degli oggetti o delle persone e perché assorbono i colori circostanti. La luce naturale inoltre non ha sempre lo stesso “colore”, essendo a volte calda ed altre fredda, a seconda delle ore e delle stagioni; anche le luci artificiali non sono tutte uguali e dunque non possono proiettare ombre uguali.

Nel suo “Trattato sulla pittura”, scritto nel 1490, Leonardo da Vinci scrive che “L’ombra partecipa sempre del colore del suo oggetto.”

Gli impressionisti sollevarono scalpore con le prime rappresentazioni di ombre colorate, anche  non erano una novità assoluta dato che già Goethe cent’anni prima, nel 1793,  le aveva descritte in un intero capitolo nel sua “Teoria dei colori”.

Cosa sono i colori? Oggi sembra una domanda banale perché tutti sanno che sono quella gamma di radiazioni
elettromagnetiche percepite dall’occhio umano e che comunemente sono chiamate luce visibile, ma fino  a metà 1600 erano considerati figli dell’ombra, ossia non erano altro che  “luce oscurata”.

Nel 1660 Isaac Newton scopre che la luce bianca che passa attraverso un prisma di cristallo si trasforma in un arcobaleno di sette colori. Naturalmente fu osteggiato perché sostenere che la luce del sole era composta da diversi colori significava contraddire ogni evidenza visiva.

Parlare di luce vuol dire necessariamente parlare di ombre dato che tutti i corpi opachi creano un ombra sul lato opposto a quello colpito dalla luce. Più intensa è la luce più intensa è l’ombra, ossia più intenso è il contrasto.

Generalmente non badiamo alle ombre perché il nostro occhio le elimina, così come facevano generalmente i pittori; i fotografi le smorzano, mentre gli architetti le amano perché senza ombre non c’è spazio ed il mondo apparirebbe piatto, a due dimensioni.

Quest’anno il Circolo Nuovi Orizzonti, dedica le conferenze autunnali alla fisica e così abbiamo chiesto agli artisti di “giocare” con i colori della luce e dell’ombra.

Li abbiamo stimolati a “vedere” il mondo che li circonda, ossia a conoscerlo con gli occhi della mente e non semplicemente “guardarlo”, come siamo soliti fare.

A cura di Giorgio Ganis

 

i colori DELLA LUCE

Fin dall’adolescenza, quando mi fa data in dono una macchina fotografica, fu la luce che, sotto forma d’immagine, diede forma ai miei sogni, ai miei desideri, alle mie sensazioni.

Ora, stimolato da questo lavoro sulla fisica della luce che il Circolo Nuovi Orizzonti mi ha commissionato, mi sono accorto di quanto un soggetto, per banale che sia, non è mai identico nell'arco delle 24 ore, delle stagioni e delle differenti condizioni atmosferiche perché le luci e le ombre continuamente cangianti lo rendono, infatti, unico nei diversi momenti.

L'impegno per questo lavoro mi ha portato a riflettere sul fatto che nella vita spesso si guarda senza vedere ed anche un soggetto banale può diventare interessante se si guarda con attenzione.

Questo lavoro, dal punto di vista tecnico non è stato particolarmente complesso, ma ha richiesto notevole l'impegno in termini di tempo. Ho dovuto scegliere solo l'inquadratura, che non è scaturita da una semplice emozione ma da tutta una serie di fatti pratici e banali, e poi ho dovuto scegliere accuratamente il momento dello scatto per non ledere la privacy dei miei vicini.

Ho fotografato semplicemente quanto vedo da una delle finestre della mia abitazione, nella periferia di Udine. Per far questo ho dovuto tenere impegnata una stanza per 24 ore e dunque ho optato per il bagno di servizio, per non creare eccessivi disagi alla famiglia.

Il mio scopo non era di realizzare immagini eleganti ma solo di osservare come cambiava il colore della luce e come di conseguenza trasformava il soggetto inquadrato.    

Walter Menegaldo_fotografo

 

i colori DELL’OMBRA

Quando lo sguardo, attratto da forme e colori, si muove curioso sulle superfici non sempre si sofferma ad osservare l’ombra, soprattutto nella sua complessità cromatica.

Alla domanda: “Di che colore è l’ombra?" generalmente segue una risposta vaga: “Di colore scuro”.

Difficilmente le è assegnata un’identità cromatica precisa, ma se osservata attentamente ci si accorge di quante sfumature la caratterizzano.

Assume le caratteristiche cromatiche degli elementi sui quali è proiettata, è più intensa a contatto con l’oggetto, sbiadisce nel colore e nel contorno e si dilata nella superficie man mano che si allontana da esso.

E’ parte dell’oggetto non illuminato; è proiezione dello stesso su di un piano o su altre superfici modulandosi secondo la fonte di luce, che può essere diffusa, direzionale, bassa, alta, intensa, debole, della caratteristica delle superfici siano esse lisce o ruvide, lucide od opache.

Da sempre in contrapposizione alla luce, che sottolinea positività e vita, l’ombra vive nella stereotipia della negatività e inconsistenza, determinando quelle sensazioni di instabilità emotiva condizionate dall’impossibilità dell’occhio di vedere in assenza di luce, e del tatto nel non avere una verifica tangibile.

L’ombra è dinamica si sposta sulle superfici anche quando gli elementi che la generano sono statici, si muove con la velocità della luce.

L’itinerario proposto per il progetto “Il colore dell’ombra” si è valso di un’accurata osservazione della stessa nella sua complessità ambientale, senza tralasciare l’emotività che può causare.

In base alla propria sensibilità ognuno ha esplorato itinerari per individuare un’immagine adatta al proprio percorso creativo, nel quale ha fissato un’interpretazione legata alla realtà visiva ed una a quella emotiva dove il colore si può definire protagonista dell’opera.

Renza Moreale_Galleria  Artemisia

Gianna Vidussi, Argentina Cargnelutti, Liliana Nazzi, Katthy Cattivello, Lucia Sillani, Renato Croppo.