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Alfabeto friulano delle rimozioni PDF Stampa Email
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Lunedì 15 Febbraio 2021 00:00

volantinoIl Circolo Culturale e Ricreativo Nuovi Orizzonti è lieto di invitarvi alla presentazione del libro:

ALFABETO FRIULANO DELLE RIMOZIONI

Alla scoperta, guidati da Paolo Patui, di personaggi dimenticati delle nostre terre e raccontati nel suo libro “Alfabeto friulano delle rimozioni"

 

MERCOLEDÌ 17 FEBBRAIO 2021, ORE 20.30

L'evento sarà trasmesso in streaming sulla pagina facebook del Circolo

 

Incontriamo nel libro, in stretto ordine alfabetico, 45 persone delle nostre terre, ognuno con alle spalle esistenze affascinanti, sorprendenti, per certi versi persino incredibili, ma tutti, come molti altri, caduti nell’oblio o nella rimozione.

Sono sportivi formidabili come Armando Filiput, impresari lungimiranti come Marco Volpe o Carlo Lualdi, donne coraggiose come Virginia Tonelli e intraprendenti come Cora Slocomb, artisti seducenti come Adriana Ferrarese, architetti innovativi come Ottorino Aloisio o Antonio Berlam, geni eclettici come Luigi Rapuzzi.

Donne e uomini che hanno sentito la vita non come un’effimera e vuota parentesi di tempo, ma come un’occasione irripetibile e unica per dare senso alla propria presenza nei giorni che gli sono stati dati da vivere. E per questo chiedono il giusto riscatto da una ingiusta rimozione.

 

Per informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ,  342 160 3107

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Paolo Patui

Dicono di me

È un uomo fatto prima di sogni e poi di sangue. (Andrea Scanzi)

Paolo è uno di quei viandanti ai quali piace più l’andare che l’essere arrivati. (Angelo Floramo)

 

BIBIOGRAFIA

Paolo Patui nasce a Udine nel 1957; si laurea in Lettere con una tesi su Luigi Candoni pubblicata poco tempo dopo. Studia la storia dei teatri del Friuli, scrivendo assieme ad altri studiosi Alla ricerca dei teatri perduti: appunti per una storia delle sale teatrali nel Friuli Venezia Giulia (1989) e pubblicando poco dopo L’Anfiteatro morenico: cento anni di teatro e teatri sulle colline friulane, dove assieme alla storia dei grandi teatri friulani si racconta anche quella dei piccoli teatri collinari.

Dopo alcune regie teatrali decide di iniziare a scrivere. Con Elio Bartolini firma la traduzione della versione televisiva di Lupo Alberto (Berto Lôf) e della Pimpa; Berto Lôf è stata la prima trasmissione televisiva in friulano della RAI regionale; con Bartolini è autore di Bigatis: storie di donne friulane in filanda, spettacolo teatrale prodotto dal Centro Servizi e Spettacoli di Udine, (2000) che vanta più di 10.000 spettatori (Premio Moret d’Aur e premio Adelaide Ristori per la miglior interpretazione femminile del 2000). Bigatis è stato anche il primo spettacolo teatrale in friulano inserito nel programma del Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

Per la RAI regionale ha ideato e realizzato Lo Alfabeto friulano delle rimozioni. Arbitrario pellegrinaggio tra nomi e cognomi che il Friuli non deve dimenticare. Ha tradotto in friulano, adattandolo, Maratona di New York di Edoardo Erba, interpretato da Fabiano Fantini e Claudio Moretti (ad oggi più di 150 repliche). Con Dorino Minigutti collabora alla realizzazione di Nûfcent (autore dei testi), venti puntate televisive sulla storia del novecento friulano raccontato attraverso film d’epoca.

Per la narrativa pubblica Le ultime volte e, nel 2006, Volevamo essere i Tupamaros (premio nazionale Piccola editoria di qualità) che Gianni Mura definisce su Repubblica: “Cinque racconti di calcio di ragazzi friulani che sarebbero piaciuti a Pasolini”.

Da più di cinque anni (secondo me sono dieci e passa) si dedica alle serate di letture in pubblico ed è legato alla rassegna Leggermente – Appuntamenti periodici di resistenza letteraria di San Daniele del Friuli.

 

SINOSSI LIBRO

copertina libroAlfabeto friulano delle rimozioni. 45 ritratti di donne e uomini dal Livenza al Timav

Bottega Errante Edizioni

 

Ognuno ha alle spalle esistenze affascinanti, sorprendenti, per certi versi persino incredibili

Sono quarantacinque. Ma potremmo moltiplicarli per 10, per 100, per 1000.

Sono un piccolo esempio, una minima frazione, una cernita arbitraria di donne e uomini che, semplicemente vivendo, hanno tracciato un solco profondo nella storia di questa terra compresa fra il Timavo e il Livenza.

Sono imprenditori, avvocati, medici, sportivi; sacerdoti generosi, carpentieri geniali, creativi eclettici. Sono donne e uomini che hanno sentito la vita non come un’effimera e vuota parentesi di tempo, ma come un’occasione irripetibile e unica per dare senso alla propria presenza nei giorni che gli sono stati dati da vivere.

Anime appassionate, menti fervide, braccia pronte alla fatica, sguardi acuti e curiosi, mani abili a creare, esistenze impazienti di fornire un contributo prezioso ai propri contemporanei, come ai futuri cittadini del mondo. Sono stati scelti in base alla rigorosa bizzarria dell’elenco alfabetico: due o tre cognomi per ogni lettera, senza un criterio né logico né ortodosso, se non quello di impedire un’ingiustificata rimozione. Sono il segno di una terra a Nord – est ancora in lotta contro l’ingratitudine di troppa parte del mondo che continua a considerarla arida e povera, cinica e limitata e che invece ha con totale gratuità regalato e suggerito all’umanità modelli e esempi capaci di geniali innovazioni, di futuribili folgorazioni, di eroici comportamenti.

Sono sportivi formidabili come Armando Filiput, impresari lungimiranti come Marco Volpe o Carlo Lualdi, donne coraggiose come Virginia Tonelli e intraprendenti come Cora Slocomb, artisti seducenti come Adriana Ferrarese, architetti innovativi come Ottorino Aloisio o Antonio Berlam, geni eclettici come Luigi Rapuzzi. Ognuno ha alle spalle esistenze affascinanti, sorprendenti, per certi versi persino incredibili nella loro multiforme volontà di uscire dalla banalità del vivere quotidiano. E per questo chiedono il giusto riscatto da una ingiusta rimozione.