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Sabato 21 Novembre 2009 15:20

di Francesco Bianchini

Abbiamo rivolto alcune domande al signor Francesco Bianchini, attivo presso il Circolo Nuovi Orizzonti agli inizi degli anni settanta, precisamente dal 1973. Il suo primo contatto con l'associazione è avvenuto per via dello sport, del basket in particolare. Bianchini è un uomo di poche parole, allegro e schivo, che però subito entra in sintonia con gli altri. È stato allenatore di basket, ha raggiunto in questo ruolo posti di rilievo nel basket femminile friulano, poi è passato al ruolo dirigenziale, diventando accompagnatore ufficiale di varie squadre e ancora attualmente lo è per la Snaidero o comunque per la società che ne ha rilevato le sorti.

Ma, se il suo avvicinamento a Nuovi Orizzonti è avvenuto attraverso il Basket, ancor prima, il contatto con il circolo è avvenuto attraverso il coinvolgimento diretto di Mario Rizzi, che è stato e continua tuttora ad essere un po' il Deus ex machina dell'associazione.

C'è da dire, però, dice Bianchini, che alla base c'era una sua predisposizione per le tematiche sociali, per tutto quello che aveva a che fare con i principi di una socialità sana e di progresso. Ricorda che l'entrata a far parte del gruppo di frequentatori del circolo si è cementata ancora di più al tempo del terremoto, siamo nel 1976, quindi. È stato in quel periodo che ha assunto anche il ruolo di presidente dell'associazione. Ricorda che per chi voleva impegnarsi nel sociale, il Circolo, questo Circolo in particolare, era un po' il posto ideale, il posto dove potevi esprimere senza riserve il tuo interessamento agli altri cittadini e prodigarti per chi aveva bisogno di qualcosa. Le sue idee erano e sono progressiste, senza essere estremiste, e in quel periodo, ad esempio, si organizzavano le feste dell'unità, che erano momenti di aggregazione favolosi, e dove il ricordo si ferma anche sul lavoro materiale che c'era dietro per portare avanti una manifestazione del genere. Il suo ruolo in particolare nella varie occasioni delle varie feste era quello di organizzare tornei sportivi, essenzialmente di basket.

Bianchini dice che in quel periodo, nel suo caso, si sono cementate amicizie che continuano ancora adesso, è che quello è stato un periodo molto intenso e formativo. Le sue frequentazioni sono ancora oggi quelle di allora, ci sono persone che vede con assoluta frequenza, ed anche con chi magari le strade non si sono incrociate, il rapporto di amicizia è sempre vivo e basta un niente per attivarlo di nuovo.

Vuole anche sottolineare che a differenza di altre associazioni, lo sport che veniva praticato all’epoca nel contesto del circolo, era basato sul rapporto umano, sui principi, certo della competizione, ma non dell’esasperazione, come già allora ma anche in seguito altre associazioni hanno fatto e continuano a fare. Insomma alla base c'erano rapporti di amicizia, c'era l’allegria e coinvolgimenti di tutti. Fa anche la riflessione che allora le differenze tra i vari schieramenti e le parti politiche erano più accentuate di adesso, e stare da una parte ti dava un senso di appartenenza che forse oggi manca sempre di più.

Infine dice che quello in cui ha fatto parte del circolo è stato il periodo più interessante per lui, per la sua vita, e quello che lo ha maggiormente formato.