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La risposta all'Unica domanda PDF Stampa Email
Scritto da Administrator   
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Giovedì 30 Giugno 2016 00:00

volantinoIl Gruppo teatrale Ndescenze, in collaborazione con Circolo Culturale e Ricreativo Nuovi Orizzonti, Circolo di Studi Artistici & Sociali Espressione-Est, Dopolavoro Ferroviario Udine, atf, FITA - Federazione Italiana Teatro Amatori, FITA UILT Friuli Venezia Giulia, Comune di Udine - Assessorato al decentramento, Animazione sul Territorio, nell'ambito di Udinestate, presenta:

La risposta all'Unica domanda

commedia in atto unico

Con: Stefania Arcuri, Roberto Barbina, Francesca Berté, Giancarlo Carlini, Dunja Casarin, Giulia Da Re, Lilian Dias Castenetto, Antonella Ferin, Giulia Gortan, Fulvio Gubiani, Jessica Minatel, Shamli Martegani, Maria Grazia Pizzutti, Elena Qualizza, Armando Rispoli, Micaela Visintin

Regia: Arianna Romano

Aiuto regia: Luca Piana

giovedì 7 luglio 2016, ore 21.00

Parco Ardito Desio, via Lombardia - Udine (in caso di pioggia Circolo Nuovi Orizzonti, Rizzi)

ingresso libero

 

In un teatro dell'antica Atene, due artisti dai bizzarri nomi di Epàtite e Diàbete stanno allestendo un dramma incentrato sulla storia di uno schiavo chiamato Fidipide, che deve consegnare un messaggio alla Regina. Sostenuto da una serie di improbabili personaggi, il protagonista riesce nel suo compito, ma alla fine, invece di un premio, gli tocca una condanna a morte. Per risolvere questa situazione drammatica, l'attore e lo scrittore accettano il suggerimento dell'inventore Trichìnosi, che consiglia loro di usare un “deus ex machina”, ma il macchinario si inceppa sul finale, provocando la morte del Dio fra gli ingranaggi.

L'intero dramma è ricco di trovate metateatrali: non mancano infatti le interazioni con un pubblico di personaggi moderni, tra i quali una ragazza carnica, che chiede agli artisti greci di entrare nella loro compagnia, che accettano di scritturarla soltanto dopo aver parlato al telefono con l'autore in persona. Il finale può essere interpretato come un esempio di umorismo grottesco, perché disattende le pretese ottimistiche di tutti, deludendo non solo le aspettative dei personaggi, ma anche quelle del pubblico in sala, per mezzo di una conclusione che riecheggia la nietzscheana "morte di Dio". Il dramma si chiude perciò in maniera aperta, con una riflessione problematica sull'assenza di un intervento provvidenziale nelle vicende umane, governate dal caos e dall'illogicità.